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Scheda «Tribunale Internazionale degli sfratti»

Venerdì, 27 Settembre 2013 00:26:46

Informazioni generali

italia
Biella
Cossato
nucleo famigliare

Descrizione del caso di sgombero forzoso

1 (avvenuto)
30 gg prima dello sfratto da parte del sindaco, ho ricevuto copia dell'ordinanza emessa dal sindaco stesso, nella quale mi intimava di lasciare libero l'alloggio, altrimenti sarebbe arrivato lui con i viglili del comune e mi avrebbero aperto la porta e presa con la forza e portata fuori in strada....e poi portato via tutti i miei beni.
Io donna, un cane, una coppia di canarini, e due tartarughine d'acqua
Morosità incolpevole, in quanto non avendo reddito, a causa della mancanza di un posto di lavoro.
A novembre 2012 intorno a metà mese, il messo del comune di Cossato, mi consegna, un documento, ordinanza del sindaco n.153 del 07.11.2012 di decadenza dell'assegnazione dell'alloggio di edilizia popolare, di proprietà dell' ATC, Piemonte agenzia territoriale per la casa dove ero residente. La richiesta di decadenza era per morosità,in quanto ero e sono attualmente disoccupata e di conseguenza impossibilitata a pagare il canone di affitto. Il documento mi intimivava a lasciare libero l'alloggio entro il 7 di gennaio 2013. Non c'è mai stata la sentenza di un giudice del tribunale, e nemmeno un ufficiale giudiziario nominato dal tribunale, E' stata una decisione personale del sindaco di Cossato. A quel punto mi sono subito attivata e ho preso appuntamento con vari legali di biella i quali mi hanno risposto che non si prendevano a carico la mia causa, non so se dipendeva dal fatto che avevo richiesto il gratuito patrocinio o per altro. Ho chiesto anche colloquio con il sindaco di Cossato colui che ha emesso l'ordinanza di sfratto, di li a qualche gg, mi sono recata in ufficio a colloquio, li ci ho trovato il sig. Marcello Zanetti, il quale non era stata richiesta la presenza da parte mia. Ho chiesto la possibilità di una soluzione, di rientrare ratealmente del mio debito pregresso, avevo il terrore di perdere la casa e ritrovarmi per strada. La mia richiesta non è stata considerata, mi è stato detto no, dal sindaco, tu devi andare via di li e basta, e se non vai via con le buone, veniamo su ti apriamo la porta e ti portiamo fuori con la forza, e ti chiudiamo tutte le tue cose dentro e non prendi più nulla e poi smaltiamo tutto. A quel punto me ne sono andata, e ho continuato la ricerca di un legale per farmi rappresentare. Alla fine ne ho trovato uno un certo Giovanni Rinaldi, il quale si era preso a carico la causa, scrivendo al comune e cercando di bloccare l'azione del sindaco, mi aveva assicurata che non potevano fare questo, che non mi avrebbero buttata per strada. A quel punto mi sono un pò come dire rincuorata, ma era solo un illusione. La mattina del 7 di gennaio 2013 alle ore 10.00, li ho visti arrivare, dalla finetra della mia camera, 3 vigili del comune e altre persone che non saprei dire chi sono. Si sono fatti aprire da qualcuno della scala, e sono saliti al secondo piano dove abitavio io, hanno iniziato a suonare il campanello, insistentemente, sostando sul pianerottolo, dopo un quarto d'ora che suonavano e visto che io non avevo risposto, perchè ero terrorizzata, se ne sono andati pensando che non fossi in casa. Dop o una mezz'ora circa, arriva il messo, e mi consegna un documento dove attesta che lo sfratto è stato prorogato dal sindaco di altri 30 gg e cioè, al 7 di febbraio 2013. Io ero disperata, ho iniziato a non dormire più di notte, avevo paura di uscire e ritornare a casa e trovare la porta chiusa e non poter rientrare. Da quel momento ho parlato con tante persone, sono stata a cercare il consigliere comunale Marco Abate, che conosco da anni, gli ho spiegato la cosa, gli ho dato i documenti, e la cosa è morta li..... ho telefonato all'altro consigliere comunale Franco Botta e, anche a lui ho spiegato tutto con la speranza che mi dessero una mano per non perdere la casa. Mi sono rivolta al segretario provinciale della lega nord di biella il sig. Michele Mosca, visto che anche il sindaco è leghista, la sua risposta è stata parlerò con il sindaco e poi la richiamo e le dico cosa ho risolto. La settimana dopo natale, mi chiama e mi dice: signora ho parlato con il sindaco e mi ha detto che la chiama e vi mettete d'accordo, parlate. Non sono mai stata chiamata. Non sapevo più che fare, ero sola e disperata, vivevo nel terrore, aspettando il passare dei giorni, aspettavo il giorno 7 di febbraio vivendo sempre nel terrore. Il giorno 5 di febbraio ricevo una telefonata era il sig. Zanetti Marcello, il quale mi dice: Allora tra 2 giorni arriviamo signora, visto che lei non ha sgombrato la portiamo fuori noi. Il giorno 7 di febbraio alle ore 9.00 del mattino, mi ero appena alzata dal letto, e non stavo neanche bene fisicamente, mal di testa nausea, molto tesa e preoccupata, di quello che sarebbe successo da li a poco. Non sono nemmeno uscita a portare fuori Cleò, la mia cagnolina a fare i bisogni, perchè avevo il terrore di trovare i vigili del comune al mio ritorno. ho pensto di prepararmi una tazza di latte, per vedere se mi potevo sentire meglio, il latte era pronto sul tavolo, quando sento movimento per le scale guardo dallo spioncino, e c'erano parecchie persone sul pianerottolo, hanno iniziato a suonare il campanello di casa, e dicevano: Signora apra la porta che lei deve andare via, deve lasciare l'alloggio, lo hanno ripetuto più volte, dopo di che,non avendo risposta da me, hanno iniziato a trapanare le serrature per entrare in casa, una sono riusciti a romperla, l'altra era di sicurezza e non si trapanava. A quel punto si sono parlati tra di loro, e poi uno dei vigili, mi ha detto: Signora lo sappiamo che è in casa, apra o buttiamo giù la porta, io ero terrorizzata, Cleò abbaiava continuamente perchè sentiva rumori sul pianerottolo, Signora apra la porta che le dobbiamo solo consegnare un documento, parliamo e poi andiamo via.....,li mi sono fidata, perchè erano vigili, coloro che ci dovrebbero tutelare, e invece ..... Ho aperto la porta in buona fede, a quel punto sono entrati, tre vigili, che non si sono identificati, ma ho riconosciuto dalla divisa che portavano, il legale dell'Atc di Biella signora Pelaja, il geometra sempre dell'Atc, e poi dietro di loro come una furia sono entrati altri uomini di preciso non so quanti erano ma 3 li ho visti. Hanno preso la pota dell'entrata l'anno smontat e portata sul pianerottolo, e nel giro di pochi minuti hanno sostituito le serrature, mentre i vigili mi intimavano di uscire subito. A quel punto io ho telefonato, al consigliere Stefano Revello che venisse a vedere cosa stavano facendo, il quale avevo sentito il giorno prima e mi aveva detto che non potevano farlo, e che avrebbe voluto essere presente quella mattina se fossero arrivati per mettermi fuori con la forza. In un lampo è arrivato, mentre stavano cambiando le serrature alla porta d'ingresso, e rivolgendosi ai vigili, diceva: non potete questo, non si mette una persona per strada, si deve trovare una soluzione. L'avvocato dell'Atc ha detto si il sindaco lo può fare gliel'ho detto io. E' arrivato anche il consigliere Marco Abate, e cercavano per telefono l'assessore ai servizi sociali, il dott. Moggio il quale doveva essere presente, e sapeva che doveva essere li in quel momento, ma non si trovava. Visto che erano presenti Revello e Abate i vigili non mi dicevano nulla, io ero in un'altra stanza, su consiglio di Revello, il quale mi dice: Lorena stai qui non andare vicino all' entrata altrimenti ti spingono fuori e non entri più, finchè sei vicino a me non ti toccano perchè io sono testimone, e non vogliono far vdere che usano la forza. Qualcuno da fuori le scale chiama Revello con una scusa per farlo allontanare da me, lui esce per vedere cosa volevano, io mi trovavo nella stanza in fondo all'alloggio, davanti alla portafinestra che guardavo fuori e ho visto Revello sotto in cortile e non avevo capito cosa faceva li....appena sceso perchè lo avevano chiamato, in quell'istante mi sento prendere alle spalle e girandomi c'erano due viglili che mi afferravano per le braccia e uno dietro che mi spengeva, e mi trascinavano verso l'uscita, procurandomi lesioni alle braccia, strattonandomi, mi è caduto un orecchino d'oro che avevo all'orecchio sinistro, e la collana al collo anch'essa d'oro, che nessuno mi ha restituito. Mi sono trovata letteralmente catapultata nelle scale all'esterno dell'alloggio. Mi sono seduta dui gradini della rampa delle scale con i polsi, e la caviglia sx molto dolenti e gonfi dovuti allo strattonamento. In quel momento mi sono accorta che saliva le scale il dott. Moggio assessore ai serv sociali, che per magia è arrivato a cose fatte, perchè se arrivava prima avrebbe dovuto sospendere l'azione dello sfratto. Cerano anche due carabinieri, della radio mobile, i quali non hanno detto e fatto nulla, non so che ci facevano li. Io mi sono trovata fuori in pigiama con le pantoffole e Cleò in braccio e il cell. in tasca. Hanno chiuso a chiave la porta e sono andati via, senza interessarsi di chiedermi un numero di telefono, dove sarei andata ecc ecc. In pratica mi sono trovata fuori al gelo, in quanto aveva nevicato qualche gg prima. Ho fatto un giro di telefonate per trovare una persona che mi portasse al pronto soccorso, per farmi refertare le lesioni. Ho chiamato anche l'avvocato, il quale mi indicava di andare a sporgere denuncia sull'accaduto. Sono rimasta fuori al freddo per un pò, poi, mi sono fatta aprire, il portocino condominiale per entrare a sedermi sulla rampa delle scale che scendono in cantina per ripararmi un pò e per proteggere Cleò dal freddo. Alle 14.30 circa ho sentito arrivare un auto, aprire e salire le scale, erano un vigile una vigilessa e il geomentra Merlin del comune di Cossato, sono saliti e entrati nel mio alloggio e si sono chiusi a chiave all'interno. A quel punto sono salita sopra e ho più volte suonato il campanello, per permettermi di prendere dei vestiti e le scarpe, nessuno mi ha aperta, parlottavano all'interno fra di loro e sentiro che aprivano cassetti in tutte le stanze. Mi sono seduta nuovamente sulle scale davanti alla porta dell'alloggio e acoltavo i rumori interni. Ad un certo punto decido di scendere ad aspettare Marco, un mio amico a cui avevo telefonato poco prima e, informato di quanto accaduto, il quale mi dice aspettami che trovo qualcuno che mi porta giù e vengo da te per darti un aiuto. Arriva Marco con il suo amico che lo ha accompagnato, arriva anche mia figlia, contattata dal comandante dei vigili del comune di Cossato, che non sappiamo come ha avuto il suo numero di cell. Comunque lei mi dice: Mamma hai bisogno di una giacca fa freddo, si certo se solo mi lasciassero entrare in casa a prenderla, saliamo su io Marco e il suo amico, i quali suonano per vedere se quei tre all'interno aprono, ma nessuno apre. Allora scendiamo di nuovo sotto e trovo il comandante dei vigili Caruso, mi rivolgo a lui dicendo io voglio entrare a prendere dei vestiti, la borsa e la chiave dell'auto, lui mi risponde di no. Lei non può più entrare li dentro, se vuole ci va sua figlia e le prende due cose. A quel punto mia figlia è salita su io dietro di lei, a seguire il comndante dei vigili e Marco col suo amico. Il comandante dei vigili suona e dice sono io apri: Apre la porta il geometra Merlin, entra mia figlia e mi prende su mia indicazione una giacca, gli stivali, un paio di slip, una camicia, la borsa e le chiavi dell'auto e una scatola conntenente oggetti d'oro di mia mammma. La porta si richiude e i signori all'interno continuano a fare non so che cosa. Ho poi saputo successivamente che facevano un inventario , dei miei beni, non so perchè, non so cosa cercassero e, sopratutto perchè non in mia presenza o di un avvocato da me delegato, che a quanto ne so dovrebbe essere per legge. Mia figlia mi accompagna subito al pronto soccorso per farmi refertare le lesioni procuratemi dai vigili. Prima di di salire in auto il comandante dei vigili Caruso mi dice: Signora il sindaco le ha prenotato un posto al dormitorio pubblico di Biella, ma il cane non lo può portare, lo prendiamo noi in custodia e lo portiamo al canile di Cossato. Io mi sono rifiutata Cleò è parte della mia vita dove vado io viene anche lei, piuttosto, dormo in macchina. Sono andata in pronto soccorso, fatto il referto, e poi sono stata ospitata a casa di Amici, in varie famiglie un pò ciascuno, che ancora oggi dopo 4 mesi dividono con me quel poco che hanno. Non sono mai stata informata di nulla, di quello che facevano, dei miei beni. Successivamente tramite una persona che conosco, Ivan Brunetti, (il compagno di una mia amica che mi ha ospitata a casa sua,) che assieme al consigliere Revello si sono recati dal sig. Zanetti in comune, per capire tutto ciò che avevano fatto dei miei beni. Tramite loro il sig. Zanetti mi fa sapere che i miei beni sarebbero stati portati in un magazzino del comune di Cossato, con le dovute cautele, imballati per bene, anzi aveva detto, che per l'imballaggio avrei potuto andarci io qualche gg prima dello spostamento, che mi avrebbe avvertita. Niente di tutto questo, sono, stati spostati in un giorno di forte pioggia, il 6 di marzo 2013 da un impresa di pulizie di nome Armonia, non è stato imballato niente hanno riempito le scatole di cartone alla rinfusa, senza nessuna cura,alcuni si sono bagnati sul fondo, i mobili hanno preso la pioggia e non sono stati protetti. La prima volta in cui ho avuto l'utorizazione di accedere al magazzino per verificare lo stato di conservazione dei miei beni è stato il gg.15 di Marzo 2013. Sono entrata in compagnia di Marco un mio amico, e li ci siamo resi conto del disastro che abbiamo trovato. Niente corrispondeva alla descrizione che aveva fatto il sig. Zanetti. A prima vista ci siamo resi conto che ci sono oggetti rotti, i materassi del letto non protetti, per evitare il contatto con il pavimento,e la polvere e i vari sfregamenti nello spostamento, i miei vestiti buttati dentro a scatoloni alla rinfusa mescolati con oggetti di vario genere,coperte guanciali tutto buttato senza criterio e protezione, più che un trasloco sembra uno sgombero, senza nessuna minima forma di rispetto, che dovrebbe essere una regola civile. Hanno smaltito tutti gli alimenti (dichiarazione fatta a me e Marco in quell' occasione, dal geom Merlin) del frigorivero e dei due congelatori comprese le cose inscatolate a lunga scadenza pasta riso tonno biscotti caffè ecc ecc. Io credo che sarebbe stato loro dovere chiamarmi e farmi prendere il cibo, solo dopo un mio rifiuto al ritiro, procedere con lo smaltimento. Da quel giono sono entrata altre 2 volte in quel magazzino, e ogni volta è un dramma, perchè mi viene l'angoscia vedere con quanto disprezzo sono stati trattati i miei beni, e ogni volta mi sento male, faccio molta fatica a trovare le cose che mi servono di portare via, perchè è tutto alla rinfusa. Ho fatto richiesta al sig.Zanetti, di poter fare un inventario dei miei bene e verificare se c'è tutto e, se tutto intatto dentro gli scatoloni, e lui si è rifiutato, come si è rifiutato di dirmi chi è la ditta che ha fatto lo spostamento, (non dico trasloco, perchè è il temine sbagliato in questo caso). Da quel giorno non ho più una vita, ho dormito anche in auto, ho pensato tante volte di morire, mi sono rivolta, ai carabinieri più volte, i quali mi hanno detto non possiamo fare nulla, vada al dormitorio come le ha detto il sindaco, si prenda un avvocato e si faccia assistere. Ho chiesto colloquio col questore mi è stato negato, con la provincia di Biella, con la persona che sostituisce il presidente che non c'è, e anche li niente risposta, gli assistenti sociali di Biella niente, quelli di Cossato meno ancora, tutti latitanti, completamente sola. Qualche giorno fa sono andata colloquio con il sindaco di Biella il quale mi ha risposto, che è compentente e responsabile il sindaco di Cossato, che avrebbe parlato con lui e poi mi avrebbe chiamata per dirmi qualcosa....mai sentito. Mi è stato consigliato di parlare con il prefetto, e il questore ho scritto anche a loro e a tutt' oggi nessuna notizia e nessuna risposta. Questo non è successo nel deserto di Acatama....ma nel grandioso Biellese.....questa è la mia vita da quel 7 di febbraio 2013
Danni psicologici, da quel giorno non ho più una vita normale, a tutt'oggi non ho una casa e non sono ancora entrata in possesso dei miei beni. Mi sono stati rubati e danneggiati parecchi oggetti di mia proprietà che erano all'interno dell'alloggio. Soffro di attacchi di panico, e non ho più voglia di stare in mezzo alla gente, mi sento additata, anche perchè il sindaco in questione ha messo articoli diffamatori nei miei confronti.
Ti viene tolta la dignità
Il sindaco ha fatto intervenire i vigili del suo comune. Per lo sgombero dei beni si è avvalso di una cooperativa di servizi, che hanno creato danni alle cose, in quanto hanno effettuato lo sgombero senza usare i metodi adeguati e la cura dei miei beni.

Sostegni, misure adottate e monitoraggio

no (no)
Sono stata a colloquio, dal sindaco 30 gg prima dello sfratto per tentare un modo per evitare lo sfratto. La sua risposta è stata NO devi andare via di li con le buone o con le cattive.
Nessun mezzo
nessuno
no (no)
nessuna alternativa
Denuuncie alle autorità
Denuncie querele,per abuso di potere del sindacoin questione per lesioni personali, diffamazione, malgoverno, danneggiamento, appropriazione indebita, e furto di beni di mia proprietà,

Dati del dichiarante

Lorena Freddi
Assegnataria di alloggio di residenza popolare
no
Via villaggio lorazzo 17
Cossato (Biella)
335 1785688
lorena.freddi@alice.it
italiano

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Condizioni di pubblicazione

si (si)
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