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Cos'è il Tribunale Internazionale degli Sfratti?

Il Tribunale Internazionale degli Sfratti è un tribunale d'opinione costituito da organizzazioni della società civile in occasione delle Giornate Mondiali Sfratti Zero-per il Diritto ad Abitare per inquadrare in modo concreto e dinamico la questione degli sfratti forzosi nel mondo.

Il Tribunale si fonda sull'esperienza di una Giuria competente e riconosciuta, oltre che sul Patto Internazionale dei Diritti Economici, Sociali e Culturali (PIDESC) e altri strumenti del diritto internazionale, per emettere un giudizio su casi concreti di violazioni dei diritti umani costituiti dagli sfratti forzosi.

Quali sono gli obiettivi del Tribunale?

  • Far conoscere a un vasto pubblico dei casi di sfratti forzosi.
  • Dare la parola a delle persone e a delle comunità che lottano contro gli sfratti forzosi dalle loro abitazioni e/o dalle loro terre, e per il diritto ad un'abitazione adeguata.
  • Mettere in luce le minacce e le violenze di ogni tipo esercitate contro i difensori dei diritti umani impegnati per il diritto alla casa e alla terra.
  • Emettere e diffondere attraverso i media delle raccomandazioni su dei casi di sfratti forzosi, per appoggiare in maniera solidale le campagne portate avanti dalle persone e dalle comunità interessate, dalle organizzazioni locali, nazionali e internazionali che le sostengono.

Funzionamento del Tribunale

I casi di sfratti forzosi

I casi di sfratti forzosi presentati davanti al Tribunale sono il risultato di una selezione effettuata a partire da una larga scelta dei casi presentati in seguito alla diffusione di un “appello a casi” internazionale sul sito del Tribunale. Questi casi documentati sono disponibili sui siti internet del Tribunale, dell' IAI e delle altre organizzazioni partner. I casi presentati in occasione dell'edizione 2014 del Tribunale sono stati selezionati dal Comitato organizzatore del Tribunale 2014 per la loro qualità esemplificativa dei diversi casi di sfratto.

Composizione e ruolo della Giuria

La Giuria è costituita da esperti in materia di diritto alla casa provenienti dall'ambiente accademico, dalle ONG, da organismi nazionali e internazionali e da organizzazioni di attivisti.

Durante la Sessione del Tribunale, i membri della Giuria, informati in dettaglio del caso, ascoltano con attenzione la presentazione dal testimone diretto e pongono domande per ottenere chiarimenti che permettano loro di emettere delle raccomandazione al termine.

Prima dell'inizio della Sessione, la Giuria si riunisce per conoscersi e scegliere il/la suo/sua relatore/trice, specialmente incaricato/a di coordinare la redazione delle raccomandazioni e di leggerle durante un atto solenne previsto nella programmazione del Tribunale.

Moderazione del Tribunale

La Troisième Session du Tribunal International des Evictions

La Troisième Session du Tribunal International des Evictions (Genève, 17-19/10/2013, Ariane Arlotti)

Una persona esterna (moderatore/moderatrice) assicura il buon svolgimento della Sessione del Tribunale. Lui o lei introduce la Sessione, presenta la Giuria, accoglie i testimoni dei casi sul podio, assicura la gestione dei tempi di discussione dei diversi intervenuti/e, facilita gli interventi del pubblico, garantisce il rispetto delle regole.

Ogni caso di sfratto sarà esposto in un tempo adeguato dal testimone senza alcuna interruzione. In un secondo tempo il panel di esperti della Giuria disporrà di un certo tempo per interrogare il/la testimone nell'ottica di redigere delle raccomandazioni precise aventi una portata giuridica e sociale. Nel frattempo, circolerà una lista tra il pubblico in modo che il moderatore/moderatrice possa dare la parola a eventuali interventi per un commento o una domanda pertinenti, o che volessero citare un caso simile, per illustrarlo.

A fine giornata, un dibattito sarà animato da un Facilitatore (trice) designato dal Comitato organizzatore del Tribunale e permetterà ai differenti protagonisti di esprimersi sui diversi casi, di scambiare i loro punti di vista e di capitalizzare l'esperienza del Tribunale in vista di renderlo permanente.

Il contenuto sarà anche pubblicato sul sito del Tribunale  e dei partner al fine di divulgare i risultati di questi momenti di scambio.

Il seguito del Tribunale

Marche des Habitants

Marche des Habitants, Genève (19/10/2013, François de Limoges)

Al termine della Sessione, la Giuria si riunisce per redigere delle raccomandazioni per ognuno dei casi presentati. Le raccomandazioni saranno rese pubbliche al termine della Marcia degli abitanti, a Milano (Italia) venerdì 10 ottobre 2014. Queste raccomandazioni sono indirizzate agli attori economici e istituzionali responsabili degli sfratti forzosi presentati durante la Sessione del Tribunale, oltre che alle organizzazioni della società civile che sostengono gli abitanti coinvolti. Saranno anche trasmesse ai Ministri per  la Coesione Sociale dell’ Unione Europea e agli altri attori che la Giuria giudica pertinente interpellare (Procedure speciali delle Nazioni Unite, Comitato DESC, etc.)

La verifica sull'implementazione delle raccomandazioni è assicurata dal Comitato organizzatore del Tribunale, dalle organizzazioni partner e e dalle persone che hanno presentato il caso, o dalla loro organizzazione/rete sul campo.

Gli organizzatori/organizzatrici del Tribunale Internazionale degli Sfratti

La Sessione 2014 del Tribunale è un evento organizzato a Milano, Italia, nel quadro delle Giornate Mondiali Sfratti Zero- per la Difesa del Territorio dall’Alleanza Internazionale degli Abitanti in collaborazione con l'Unione Inquilini,  Clochard alla riscossa, Comitato di Lotta per il Diritto alla Casa, e  icon la partecipazione delle più importanti reti internazionali del diritto alla casa, oltre che dalle organizzazioni degli abitanti dell’Italia.

Chi sostiene la quarta Sessione del Tribunale Internazionale  degli Sfratti

Questo Tribunale di opinione è uno strumento unitario sostenuto dall'Assemblea Mondiale degli Abitanti 2013, che conta su più di 270 organizzazioni di abitanti, reti e altri soggetti e movimenti sociali provenienti da più di 45 Paesi di ogni continente e il Forum Sociale Urbano Alternativo e Popolare (Medellín, 2014), alternativo al Forum Urbano Mondiale di ONU-Habitat, con più di 3.000 iscritti provenienti da ogni continente. Si avvale anche della collaborazione di organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani. Il Tribunale è realizzato grazie alla condivisione del capitale sociale e al volontariato dei membri delle organizzazioni promotrici e alla cooperazione di altri volontari, come gli interpreti.

 

Storia del Tribunale

All'inizio, l'idea di riunire gli attori del Nord e del Sud sul tema dell'abitare e della gestione del territorio, in particolare a seguito del Foro Sociale Mondiale e dell'Assemblea Mondiale degli Abitanti di Dakar 2011, ha originato il Forum Habitat Média Participatif 2011 che ha costituito un primo tentativo per promuovere l'approccio partecipativo tanto nel tema casa  come negli strumenti mediatici. In effetti, si è reso necessario creare un evento che permettesse una migliore coesione tra le iniziative in materia di cooperazione urbana e di gestione partecipativa. Iniziato dall'associazione PALC e dall'Alleanza Internazionale degli Abitanti sotto l'egida delle Giornate Mondiali Sfratti Zero- per il Diritto ad abitare, il Forum Habitat Média Participatif, che includeva in particolare il Tribunale degli Sfratti, ha suscitato l'interesse dei diversi attori sensibili al Diritto alla Casa.

Nel 2012, le diverse volontà di organizzare un evento internazionale si sono riunite nell'ottica di creare un Forum di riferimento, in particolare con l'apporto di UrbaMonde  in quanto associazione organizzatrice dell'evento, e della Sezione svizzera di Amnesty International in quanto partner ufficiale.

Dopo il successo delle edizioni 2012 e 2013, la quarta Sessione consolida la proposta di rendere permanente il Tribunale come punto di riferimento utile per tutti.

Questo Tribunale d'opinione è ormai divenuto una scadenza e uno strumento unitario sostenuto dall'Assemblea Mondiale degli Abitanti 2013 e dal Foro Sociale Urbano Alternativo e Popolare (Medellín, 2014).

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